| Testo poesia originale | Traduzione premiata |
Ein Amtsschreiber erwacht |
Il risveglio del cancelliere |
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Ich öffne die Hand, |
Apro la mano e la mosca è lì, ancora viva. Invano ho atteso un tuo saluto. Ora bisogna rifare il letto e mettere via le vecchie lettere. Ogni mattina i caffè riscaldano la loro promessa di un insperato incontro. Il mezzodì me ne rammenterà l’assenza. Oggi mi accontenterei di meno, se solo avesse un gusto; un piatto del giorno può essere migliorato, in fin dei conti. La notte scorsa, quando è terminato il poliziesco, il mondo sì è fermato per un attimo. Già, a dire il vero è stato tutto. |
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Neben der Tϋr zum Sitzungszimmer |
Accanto alla porta della sala riunioni mi attende il mio vecchio impermeabile, lui non mi ha mai abbandonato. Per i nomi non ho memoria. Delle istanze ne sorrido. Questa è la mia vendetta ai macchinatori. E ora, avanti nel giorno! E subito vi frugo col turbinare del mio gomito. Se ci si sa fare, riesce molto facilmente. Dunque non mi saluti. Tutto sommato, non mi hai mai salutato. Ma avanti. |
| Ich richte mich auf, und die Fliege fliegt weg. Ich widme ein neues Kalenderblatt meiner Komplizenschaft mit dem Pförtner. Er weiß alles von dir. Nein, alles weiß er von dir. Nenne mich dein tragisches Ereignis, während du Mühe hast, fahrig wie du bist, die Zigarette auszudrücken. |
Mi tiro su e la mosca vola via. Dedico una nuova pagina del calendario alla mia complicità con il portiere. Sa tutto di te. No, sa tutto da te. Chiamami pure il tuo tragico incidente, mentre ti affanni, nervosa come sei, a spegnere la sigaretta. |
| Ob’s dir paßt oder nicht: Du hast mich geliebt. |
Che ti piaccia o no: mi hai amato. |
| (Jürgen Theobaldy) |
"La fedeltà al livello stilistico medio dell'originale non è mai andata a discapito di un italiano fluido e dal buon ritmo, con finezze e ambivalenze linguistiche ben comprese e ben rese".