| Testo poesia originale | Traduzione premiata |
Hocheppan |
Castel d’Appiano |
|
Da schloss ich die augen |
Chiusi gli occhi |
|
und hörte den nebel |
e ascoltai la nebbia che ci superava rapida carezza fredda e improvvisa come il muso di un cane sfregò la schiena, si dissolse e io vidi il Castel d’Appiano sopra un flutto di vino mura divelte |
|
und auf den mauern Dietrich, |
e sulle mura di Teodorico, Teodorico dagli occhi castani attirato dal cervo sulle mura battute dal vento….. |
|
ich hörte die ziege singen |
udii la capra cantare udii le carte sbattute sul tavolo e seguendole mi addentrai nella domenica pomeriggio di sempre. |
| (Siegfried de Rachewiltz) |
Elisabetta Longhi nasce a Boretto (RE) nel 1976 ed è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Parma, dove si occupa dei contatti tra islamismo e cristianesimo attraverso la traduzione di testimonianze letterarie tedesche scelte tra Seicento e Settecento. Subito dopo la laurea, conseguita nel 2002, e fino allo scorso anno ha insegnato tedesco e francese presso istituti scolastici del mantovano e del reggiano e dal 2007 tiene regolarmente corsi di lingua e traduzione tedesca presso l’Università di Parma, dove nel 2003 ha conseguito un master in Lingue straniere applicate al Commercio internazionale. Nel 2008 si è addottorata presso l’Università di Pisa con una tesi sull’analisi retorica dei sermoni dedicati a S. Leopoldo dal predicatore barocco Abraham a Sancta Clara, di cui ha dato alle stampe un’edizione italiana del Centifolium Stultorum del 1707 (La stultitia in versi, MUP, Parma 2008), contribuendo inoltre alla sua conoscenza nel nostro Paese con un saggio sull’omelia Astriacus Austriacus del 1673 (“Jacques e i suoi quaderni”, Pisa 2007) e alcuni articoli apparsi sulla rivista “Presenza agostiniana”, oltre che con la traduzione di Über Abraham a Sancta Clara di Martin Heidegger. L’attività critica e letteraria di Elisabetta Longhi è stata coronata fin dall’adolescenza da premi letterari di sempre maggiore rilievo: nel 1994 è risultata vincitrice del concorso “D’un solo libro” indetto dall’assessorato alla cultura in collaborazione con la biblioteca di Viadana (MN) e nello stesso anno si è classificata seconda col tema “La famiglia giusta” in una gara tra scuole promossa dalla FederVita Lombardia, mentre nel 2002 ha ottenuto il secondo posto nella sezione “Giornalismo e critica” del premio letterario “Mario Soldati” indetto dal centro studi Pannunzio di Torino, con tre saggi poi pubblicati in Percorsi di mistica laica fra Ottocento e Novecento. Balzac, Baudelaire, Benjamin (MUP, Parma 2007). Ama la lingua in tutte le sue espressioni, ivi compresi i linguaggi settoriali, sempre considerati in un’ottica interculturale: questa versatilità d’interessi costituisce un valido supporto alla sua attività di traduttrice freelance, che ha prodotto fra l’altro i testi in inglese, francese e tedesco contenuti in Gli scavi nella terramara Santa Rosa a Fodico di Poviglio (Poviglio, 2007) e la collaborazione alla rivista di pesca H2O. Ha l’hobby della recitazione e nel 2008 ha interpretato la lavandaia nella trasposizione filmica del romanzo Il processo di Franz Kafka (regia di Enrico De Angelis), proiettata lo scorso 17 dicembre al cinema Arsenale di Pisa.