CON IL PATROCINIO DI

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

REGIONE AUTONOMA TRENTINO - ALTO ADIGE

ASSESSORATO ALLA CULTURA IN LINGUA ITALIANA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO

SOVRINTENDENZA SCOLASTICA DELLA PROVINCIA DI BOLZANO

ASSESSORATO ALLA CULTURA IN LINGUA ITALIANA DEL COMUNE DI MERANO

 

Nona Edizione - anno 2011

Narrativa per l'infanzia: 2° premio

VALERIA MASALA

A pesca con Bill

La radura si apriva a semicerchio appena oltrepassata la curva del torrente che si gettava, con una serie di sobbalzi, in una pozza d'acqua nella quale i salmoni riposavano prima di risalire l'ultimo tratto di corrente. Bill, pescatore da tempo immemorabile, si era accampato con una tenda mimetica risalente al secondo conflitto mondiale; rattoppata, rinforzata nelle cuciture laterali e scolorita, continuava imperterrito a portarsela al seguito in queste sue campagne primaverili. "Sarà il caso di comprarne una nuova?" si era azzardato a domandare il buon vecchio Greg, proprietario dell'unica drogheria nel raggio di chilometri. "Fossi matto! Ha solo qualche annetto, non è ancora il momento di mandarla in pensione" gli aveva risposto Bill contraendo, in una smorfia rabbiosa, i muscoli facciali.

La notte calò rapida e Bill si rifugiò dentro il sacco a pelo lasciando di guardia Bartolomeo, il bracco acciaccato  discendente dai vari Amedei, Tolomei, Domodei e via dicendo che l'avevano preceduto.
Per il cane sarebbe stata forse l'ultima stagione di pesca prima del meritato riposo; in un certo senso un banco di prova da superare a pieni voti per non correre il rischio di passare il resto della sua vita a fare da guardia alle galline. In caso di successo lo attendeva un comodo cuscino davanti al camino e un pasto caldo; in cambio avrebbe soltanto dovuto portare le pantofole a Bill e farsi grattare le lunghe orecchie.
Nell'oscurità ogni rumore pareva minaccioso, ma l'esperienza gli aveva insegnato a non sprecare le energie levandosi ritto in piedi per un nonnulla. Distingueva gli odori e i rumori senza grande sforzo e, quando il pericolo era reale, si alzava e puntava la preda come l'ago di una bussola indica il Nord.
Bill uscì all'alba dal vecchio giaciglio mimetizzato tra le frasche ancora umide con un faretto agganciato alla fronte. Bartolomeo gli rivolse uno sguardo divertito, "ah ah non vorrai mica pescare i salmoni facendoli morire dalle risate!" disse scuotendo la testa e le orecchie presero a oscillare così vorticosamente che si schiaffeggiò da solo. Barcollò stordito e subito il vecchio padrone colse l'occasione per schernirlo: "così impari a mugugnare!". Nonostante i linguaggi differenti, come una coppia collaudata, si capivano con uno sguardo.

Mentre l'uomo preparava l'attrezzatura per la pesca del salmone, Bartolomeo fece un giro di ricognizione per sgranchirsi le zampe infreddolite. Scricchiolava un po' data l'età avanzata e, per la verità, anche i movimenti non erano più così agili come un tempo ma il fiuto era ancora infallibile tanto che si fermò e prese ad annusare l'aria. "Mmm" fece aguzzando la vista, "mmm" e allungò il naso verso l'alto, "gran brutto tanfo, brutto che sa di grossi guai!". Tirò un lungo fiato e si piantò con le zampe in terra come fanno tutti i cani da punta del resto. Davanti a lui, qualche metro più in là, si stagliava sullo sfondo l'enorme schiena ingobbita di un grizzly. Bramiva e si allungava verso l'alto come se volesse acchiappare qualcosa. I tre metri di altezza che raggiungeva sollevandosi sulle zampe posteriori incutevano paura. Bartolomeo rimase immobile anche se Bill era piuttosto lontano per vedere la preda o, in questo caso, per fare da preda!
L'orso si girò colpito dal forte odore del bracco e, messa una zampa sulla fronte, spiò divertito l'animale fermo in posa. Si voltò di scatto verso l'albero, ci poggiò la grossa zampa e colse di sorpresa il povero Bartolomeo quando dopo aver urlato "uno due tre stella!" gli rivolse un sorriso a 38 denti. Le orecchie del bracco si accasciarono ancor di più se possibile. "Ma bravo, hai fatto uno spostamento millimetrico impercettibile!", si voltò e ritentò: "uno due tre stella" e fece uno scatto rapido per controllare che il cane non si fosse mosso.

Scambiata ancora la posizione da punta del bracco con una posa da gioco, l'orso gli rivolse un finto rimprovero sollevando un lungo artiglio e indicando il cane inebetito: "ma sei proprio un maestro in questo gioco, non muovi un pelo! Bene, bene, ah ah ah, allora vuoi proprio sfidarmi". Fece un gesto come per rimboccarsi le maniche che ovviamente non aveva e si girò poggiandosi ancora sull'albero. La smorfia sconsolata di Bartolomeo la diceva tutta, si trovò costretto ad assecondare la follia del bestione. "Ma tu dimmi, arrivato alla soglia del pensionamento, mi devo piegare a questi giochetti. Ma dovevo beccarlo io l'unico orso suonato?" e avanzò di un paio di passi bloccandosi istintivamente quando l'orso si voltò di scatto gridando "stella!". La danza durò ancora qualche minuto finché Bartolomeo arrivò a portata di zampa del grizzly restando con le fauci spalancate proprio quando l'orso si girò di scatto. Il bestione fece una grassa risata e imitando l'aria feroce del bracco gli diede una pacca sul dorso che, non avendo calibrato la forza, lo spiaccicò con il naso su una zolla di terra. "Amico, sei proprio bravo, hai vinto hai vinto. Ora tocca a te!". Lo sollevò e lo spinse verso l'albero. "Non vorrai che mi metta a fare uno due tre stella, vero?" chiese sconsolato il bracco, "certo ora è il mio turno!" rispose il grizzly saltellando allegramente verso la sua postazione. "Meno male che è un luogo sperduto, che figura!" e con tono disperato urlò il suo primo "uno due tre stella!".

Si girò e la scena che gli si prospettò davanti fu davvero imbarazzante: l'orso passò dal fingere d'essere un culturista che mostra i muscoli, a una ballerina in arabesque, alla classica posa teatrale dell'Amleto e, infine, al cucciolo, fatto piuttosto inquietante data la stazza, che si ciuccia la zampetta. Insomma, un disastro. Bartolomeo si sentì così umiliato per aver ceduto di fronte all'insistenza del grizzly. "Grande! Dammi il cinque! Erano anni che non giocavo così" disse il bestione rotolandosi sul dorso, "a proposito io sono Ringhio e tu come ti chiami?", "Bartolomeo" rispose il bracco mogio mogio, "Bartolomeo? Che razza di nome è?", "ma senti chi parla!" sbuffò seccato il cane, "mi proponi uno due tre stella e ti chiami Ringhio?", "e allora?" rispose stupito l'orso che non capì la contraddizione. "Lasciamo stare!" ribatté Bartolomeo riprendendo la via verso la tenda prima che Bill lo trovasse a intrattenersi in un'amichevole conversazione con un grizzly. "Vai già via?" domandò triste Ringhio, "e certo, non penserai che ho tutta la giornata per giocare. Io lavoro, sai? Mica come te!" e si allontanò senza degnarlo di uno sguardo. Giunto in prossimità della radura dove Bill aveva piantato la tenda, Bartolomeo si accorse d'essere pedinato. Si voltò e fatti pochi passi si trovò davanti il buffo sorriso di Ringhio. "Ma dico! Sarai mica matto che mi segui! Guarda che non puoi venire con me" lo rimproverò il bracco spingendolo con il muso per allontanarlo. Ringhio non ne volle sapere e prese a giocare con le lunghe orecchie di Bartolomeo, "lasciami, ma che fai!" lo sgridò il cane, "dai gioca con me a preda e cacciatore! Io scappo e tu mi rincorri", "troppo stancante!", "giochiamo a salta in groppa", "e come no, così mi fai diventare una sogliola!", "allora giochiamo a nascondino! Tu ti nascondi e io ti vengo a cercare!". Bartolomeo ci pensò su, "si, si però facciamo che tu ti nascondi e io ti vengo a cercare. Ma bada di nasconderti bene perché io ho un fiuto eccezionale" e iniziò a contare. Il bracco proseguì invece verso la tenda senza più curarsi dell'orso. "Vai vai, che poi ti vengo a cercare... come no! Quattro cinque sei ..." disse con sarcasmo.

Bill lo stava aspettando, "che fine avevi fatto? Il torrente ci aspetta!" e gli diede una grattata incoraggiante sotto le orecchie. Si avviarono e, dopo una lunga camminata, raggiunsero la riva del fiume. Bill prese la canna da pesca e, seguendo le indicazioni del suo fedele compagno, indirizzò l'esca riuscendo a pescare in breve tempo due grossi salmoni. "Bravo il mio Bartolomeo, con l'età direi quasi che migliori!" e il bracco scodinzolò felice assaporando già il comodo cuscino. Tutto si svolse in armonia finché Ringhio li raggiunse. Bartolomeo, riconosciuto l'orso pazzo, non ebbe la reazione che ci si sarebbe attesi. Bill vista la titubanza del bracco tirò fuori prontamente lo spray al peperoncino che di norma avrebbe dovuto mettere in difficoltà l'orso e glielo spruzzò sul naso. Ringhio starnutì e prima che Bill potesse approfittarne per scappare, il grizzly riprese il suo atteggiamento amichevole verso il cane, "diavulicchi!" disse estasiato Ringhio, "cosa?" fece Bartolomeo sgranando gli occhi, "peperoncini!", "ma perché tutte a me!" rispose esasperato il cane strofinandosi incredulo le zampe sul muso. "I miei antenati erano pugliesi, adoro i diavulicchi" disse per spiegare la sua passione per il peperoncino, "per cena salmone piccante alla piastra!" propose leccandosi i baffi. Bill che di tutta la conversazione non aveva capito che guati e bramiti, se la diede a gambe ordinando al suo bracco di battere in ritirata.

Non fecero in tempo ad arrivare all'accampamento che l'odore dei salmoni attirò un altro grosso orso. Questa volta però il comportamento non fu per nulla amichevole. Come un invasore irritato si mangiò i salmoni e si diresse verso Bill con aria minacciosa. Bartolomeo cercò in tutti i modi di difendere il padrone, ma l'orso era affamato e molto arrabbiato dunque non indietreggiò di un solo passo. Bill e il cane si strinsero tra loro e attesero l'aggressore con gli occhi chiusi. Un amico inaspettato giunse improvviso a salvarli; quel pazzo di Ringhio si nascose dietro gli alberi e usò una strategia infallibile per far allontanare il nemico. Fece dei rumori fortissimi spostandosi velocemente da una parte all'altra lasciando intendere all'altro orso d'essere accerchiato e costringendolo alla fuga. "Lo sapevo che giocare a Risiko non era una perdita di tempo!" disse soddisfatto sollevando le zampe in segno di vittoria.

I due malcapitati aprirono gli occhi e mentre Bill non comprese quale miracolo li avesse salvati dalle fauci fameliche dell'orso, Bartolomeo riuscì a intravedere tra le frasche gli occhi felici di Ringhio e gli rivolse un ululato di complicità prima di riprendere la via di casa.


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Biografia: Valeria Masala

Nata a Cagliari  nel 1974 e residente a Selargius (CA) – Attualmente è  borsista "Giovani Ricercatori della Regione Sardegna" presso il Dipartimento di Studi Storici Geografici e Artistici dell’Università degli Studi di Cagliari.

Pubblicazioni letterarie

 - Racconto S'ogu pigau pubblicato nella raccolta Sinnus. Segnali di confine. Misteri, riti, magia e leggende della Sardegna Nuove grafiche Puddu s.r.l., Ortacesus 2005, selezionato nel Concorso Letterario "Sinnus: segnali di confine" bandito dal Comune di Siurgus Donigala (CA) nell’anno 2005.
- Vincitrice del Premio letterario "Rio Barbaira – 7° edizione 2009, bandito dal comune di Rocchetta Nervina (IM) con la favola Contro natura di prossima pubblicazione a cura del comune di Rocchetta Nervina.
- Fiaba La minestra di Fata Sbrodella pubblicato nell'antologia I racconti della nonna, Keltia Editrice, Aosta 2009,  selezionata nel XVIII Premio Letterario Interlingue "Montagne d'argento", edizione 2009.
- Racconto Sansone pubblicato nell'antologia Il corto letteario 2009, Edizioni Il Cavedio, Varese 2009, selezionato nella VI Edizione del Concorso Internazionale "Il corto letterario e l'Illustrazione". Pubblicazione anche sul sito www.ilcavedio.it.
- Fiaba Piume di Quetzal pubblicata nell'antologia C'era una volta... Fiabe di Autori contemporanei, Edizioni Estro-Verso, Roma 2009, selezionata nel Concorso letterario C'era una volta, edizione 2009.
- Racconto L'abbraccio di schiena pubblicato nel Giornale letterario Collana di perle, Aida (Associazione interculturale donne assieme), Muggia (TS) 2010, selezionato nell'VIII edizione del Concorso letterario Aida, 2009.
- Racconto Luigia Ollanu pubblicato nel volume Vite da raccontare - Donne significative nell'esperienza e nella storia di altre donne, LietoColle, Orvieto 2010, selezionato nel secondo concorso nazionale sulla biografia femminile "Vite da raccontare - Donne significative nell'esperienza e nella storia di altre donne", bandito da "Il filo di Eloisa - Associazione culturale Eloisa Manciati" di Orvieto, edizione 2009.
- Racconto Macchie di jazz blu, selezionato nella seconda edizione (2010) del Premio Nazionale Letterario "Antonio Barioglio" bandito dall'Associazione Antonio Barioglio di Trivero (BI).
- Racconti Impronte, La teoria della democrazia ovarica, Gusto esotico pubblicati nell'antologia I cento corti 2010, Edizioni Il Cavedio, Varese 2010, selezionati nella VII Edizione del Concorso Internazionale "Il corto letterario e l'Illustrazione".

 

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